Rubens Pelizzari
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«Crudele e vendicativo in “Pagliacci”. E mi sento a mio agio»

RUBENS PELIZZARI
2 february 2012

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Rubens Pelizzari in Pagliacci FOTO BRENZ

Pagliacci o Pagliaccio, come nell'usanza tedesca? Quale dei due titoli è più vicino alla realtà dei fatti quando si giunge al momento culminante del tremendo Recitar, momento di grazia dell'intera opera, in cui la frattura fra teatro e vita sembra tragicamente saldarsi nel dramma individuale del protagonista Canio? Impossibile a stabilirsi esattamente, specie se hai un tenore temperamentoso come Rubens Pelizzari che si butta spavaldamente nella vicenda, senza riserve. Lo farà anche questa sera, alle 20,30, per la penultima replica di Pagliacci di Leoncavallo al Filarmonico e domenica alle 15,30.
Pelizzari, dopo l'Arena dello scorso estate un debutto anche al Filarmonico. Come è andata? Emozioni, timori, o cos'altro? «È andata bene», risponde il giovane cantante di Salò. «Chiaramente al debutto ero emozionato, ma c'era la tensione giusta della prima di un'opera in un importante teatro come il Filarmonico. Tra noi solisti l'intesa scenica era ottima. La magnifica regia di Franco Zeffirelli ha fatto poi il resto».

Teme il contatto col pubblico?
Penso che un artista non debba avere paura del pubblico che incontra, ma timore di non riuscire a trasmettere ciò che lui stesso vive interpretando un personaggio. Parlando poi del contatto: io lo sento e cerco di trasformarlo in energia positiva, utile alla buona riuscita di una recita. Considero l'opinione del pubblico molto importante e questo mio grande rispetto nei suoi confronti mi porta a dispiacermi di un suo giudizio negativo. Ma penso anche che non si possa piacere a tutti.

Non le è mai capitato di essere contestato?
Se intende fischi o qualcosa del genere... per fortuna no.

Qualche anno fa l'avevamo sentita in un repertorio più lirico. Ora in quello verista. Cosa è successo alla sua voce?
Davvero niente. Mi sembra di non avere avuto cambiamenti a livello vocale. Forse solo una maturazione sotto il profilo scenico, caratteristica molto importante per interpretare ruoli veristi come Pagliacci. Avevo comunque già interpretato questo versante con Cavalleria rusticana nel 2005.

Passionale, innamorato, crudele, o cos'altro questo suo Canio?
Passionale e crudele, sì. Quanto ad essere un vero innamorato non è forse troppo corretto. Il mio Canio è più possessivo che innamorato di Nedda. E si comporta con lei più da capo compagnia che da marito. Un altro aspetto, cui tengo a sottolineare in scena, è la sua sete di vendetta verso l'amante della moglie. Tanto da essere trascinato in un duplice omicidio.

È un personaggio che sente all'altezza del suo compito? Oppure è troppo faticoso?
Per quel che mi riguarda: mi sento all'altezza del ruolo.

È un debutto nel personaggio, questo al Filarmonico, oppure lo ha già interpretato?
No. Ho fatto già una produzione in cui cantavo sia come Turriddu di Cavalleria che Canio. E poi nell'aprile scorso ho partecipato a questa stessa produzione di Zeffirelli al Carlo Felice di Genova.

Ha particolari ambizioni?
L'Arena di Verona è stato l'unico teatro frequentato fin da piccolo e con l'esibizione dell'anno scorso ho già raggiunto un mio primo grande obiettivo. L'altro è studiare e ampliare il repertorio.

Gianni Villani

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L
'ARENA

29 January 2012

«Pagliacci» di grande impatto e drammaticità

FONDAZIONE ARENA. Pieno successo per l'opera al Filarmonico
Riuscita l'attualizzazione di Zeffirelli, convincenti le scelte stilistiche del direttore Kovatchev :
Di buon livello i cantanti, spiccano Pelizzari e Nizza

Quando Franco Zeffirelli , un po' a sorpresa, è comparso al proscenio del Filarmonico , gli applausi che da qualche minuto salutavano gli interpreti alla conclusione di Pagliacci
si sono trasformati in una «standing ovation» .

Da consumato uomo di teatro, l'anziano regista (89 anni il prossimo 12 febbraio), affettuosamente sostenuto dai protagonisti principali dell'opera, ha creato immediatamente il feeling con il pubblico, scambiando saluti, «chiamando» il sipario, alla fine baciando la bacchetta del direttore Kovatchev, indiretto omaggio al primo protagonista della serata, Ruggero Leoncavallo.
Fino a qualche attimo prima, per la verità, lo stile e il pensiero di
Zeffirelli, non meno della sua caratteristica cifra rappresentativa erano stati altrettanto in primo piano in un'edizione del popolare caposaldo del Verismo melodrammatico di grande impatto sul piano dell'immagine e della tensione drammatica, e di buona definizione sia sul piano musicale che su quello vocale .

OPERA SENZA TEMPO :
Nell'affrontare Pagliacci, da tempo il regista fiorentino «osa» quel che il più delle volte e spesso a ragione stigmatizza nell'osservare le vicende della regia operistica dei nostri tempi, l'attualizzazione della vicenda .

Di più, in questa versione c'è anche l'abbandono del contesto rurale prescritto da Leoncavallo: ad apertura di sipario, infatti, ci si trova in un degradatissimo contesto urbano, con un condominio-casermone a chiudere la scena sul fondo, baracche di lamiera, un bar e un'officina mal frequentati. Nel formicolare di un'umanità variopinta e non del tutto raccomandabile, dove intravvedi travestiti e prostitute, il carro di Tespi di Canio e dei suoi teatranti è una scalcinata roulotte. Siamo nel Mezzogiorno d'Italia, fra i Sessanta e i Settanta ...........

Il Direttore
Julian Kovatchev è uno sperimentato conoscitore della partitura e la percorre con scelta stilistica convincente, cercando dal podio tempi coinvolgenti, colori scuri e inquietanti. Non c'è spazio per troppe sottigliezze, nemmeno nelle parentesi liriche che Leoncavallo inserisce nel primo atto e che sono forse i momenti più deboli dell'opera. La tensione è invece lavorata a fondo, con qualche eccesso di suono (che talvolta copre i cantanti) ma anche con una forte presenza drammatica dell'orchestra ........... 

Rubens Pelizzari
è un Canio convincente, capace di raggiungere l'adeguata tensione passionale senza perdere il controllo dei suoi rilevanti ed efficaci mezzi vocali: il colore è ricco, il fraseggio duttile, specialmente nella zona centrale della tessitura, con squillo franco e quasi sempre ben timbrato. Ne esce un Canio nel quale il furore non nasconde e anzi rende evidente l'intimo rovello, la crisi esistenziale .

....... le repliche iniziano questo pomeriggio e proseguono il 31 gennaio e il 2 e 5 febbraio 2012 .

Cesare Galla
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_L' ARENA 
15 July 2011
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A FILM NOIRE "TOSCA" FROM THE GREEK NATIONAL OPERA

Act One set by N.PETROPOULOS.
(foto by STEFANOS)
The return of the old production of Puccini's "Tosca" on the repertoire of the G.N.O was imminent. It was after all one of the most successful productions by the very talented Nikos Petropoulos who opted for a film noire aesthetic approach to Puccini's "horror" masterpiece. The whole set transferred from the small "Olympia" Theater to the Athens Concert Hall at the huge stage of the "Trianti" Auditorium, finally breathed and expanded, looking very impressing and imposing. As mentioned the whole black and white expressionistic approach reminded one of the films of the 20's especially the prison set at the last act. It was aesthetically pleasing and the whole production was of a very high level, N.Petropoulos's magic wand transferred the audience to an enchanting world.
On the vocal level, things were somehow uneven. The first night cast (16/1/11) was led by the soprano T.Caruso who's lyrico-spinto voice seemed to be taxed by the role of Tosca. The voice sounded at times strained and nervous, but she sailed through the evening with moments of great beauty and expressive dramatic singing. Stuart Neil in his second appearance in Athens, after Radames two years ago, sang with fervor and a rounded strong voice an excellent Cavaradossi, he was the delight of the evening.
The young Greek Bass Dimitris Platanias was a vocally very good Scarpia, his voice is developing into a timbre of Wagnerian quality, and one hopes that he will develop his abilities accordingly.
A.GAZZALE as Scarpia
(foto by STEFANOS)
The second cast (18/1) was an altogether different cup of tea. One felt that he was listening to a completely new performance. I tend to believe that this particular performance will remain in the Annals of the Greek national opera , and rightly so. Celia.Costea sang the title role with a beautiful sensuous voice in total command of the music, with an even lyrical voice.Her performance was a true revelation and at the moment of her famous aria she brought tears to the eyes of the audience.

R.Pelizzari's Cavaradossi was sensitive yet courageous and brave (his voice reminded one of the young Carreras), and A.Gazzale's Scarpia was , regal and immediately from his first entrance onstage imposed himself as a sensuous, dangerously charming, and the hero's perverted character was instantly established. His performance was on a vocal and dramatic level, exemplary. It was obvious that the second cast was much more rehearsed than the previous one since everybody, even the secondary roles were worked out in great detail. The Orchestra and Chorus of the G.N.O were led by the sure and steady hand of maestro Loukas Karytinos, who underlined the score's lyrical and dramatic passages with great skill

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Wiederaufnahme der Oper Tosca

Die Oper von Giacomo Puccini ist nach der Wiederaufnahme am 25. September noch einmal am 12. November um 19.30 Uhr im Großen Haus des Hessischen Staatstheaters zu sehen und zu genießen.
Die Oper Tosca ist noch einmal am 18. Oktober im Großen Haus zu sehen. | © wiesbaden.de / Foto: Martin Kaufhold, Staatstheater

Ein packender Opern-Thriller in Rom zur Zeit Napoleons feierte am 25. September seine Wiederaufnahme im Hessischen Staatstheater Wiesbaden. Der Vorhang für Giacomo Puccinis berühmte Oper "Tosca" hebt sich noch einmal am 18. Oktober jeweils um 19.30 Uhr im Großen Haus.

Die Operndiva Floria Tosca wird vom römischen Polizeipräsidenten Scarpia genötigt, ihren Geliebten, den Maler und Republikaner Cavaradossi zu verraten. Daraufhin wird der Polizeipräsident von der Diva ermordet. Der Maler wird anschließend hingerichtet und die Diva begeht Selbstmord. Extreme Welten und Gefühle prallen aufeinander: Politik, Kirche, Eifersucht, Leidenschaft und Lüge. Die schroffen Kontraste der Partitur, ihre grellen Farben und ihr melodischer Glanz, ihre dramatische Hochspannung und die spannende Geschichte machen Puccinis "Tosca" zu einem musikdramatischen Geniestreich des italienischen Verismo.

Seit ihrer Premiere 2007 begeistert die tragische Geschichte um die berühmte römische Opernsängerin in der fulminanten Inszenierung von Sandra Leupold im Großen Haus des Hessischen Staatstheaters das Opernpublikum. Nun steht die Wiederaufnahme an, die mit einer hochkarätigen Besetzung der drei Hauptrollen im wahrsten Sinne des Wortes aufhorchen lässt.

Die US-amerikanische Sopranistin Janice Dixon singt die Tosca,
mit dem Italiener
Rubens Pelizzari konnte ein international gefeierter Tenor
als
Mario Cavaradossi gewonnen werden, noch im Juli sang er in der berühmte Arena von Verona.


Als dritter im Bunde reiht sich der koreanische Bariton Tito You als Baron Scarpia in die hochkarätige Runde ein. Der Besuch anlässlich der Wiederaufnahme von "Tosca" ist für heimische Opernfreunde somit fast ein Muss. 
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TURANDOT

Hessischens Staatstheater Wiesbaden
26th november 2011


Das Angehen gegen die seelische Abtötung vertraut Lievi der von Lydia Easley mit zärtlichstem Feingefühl begabten Sklavin Liù und dem von
 

Rubens Pelizzari
mit heldischer Energie verkörperten Prinzen Kalaf an. Das ermöglicht grandiose Momente (…).

Frankfurter Allgemeine Zeitung - 29.11.2011


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Der italienische Tenor Rubens Pelizzari ist ein guter Kalaf-Interpret , teilt sich die Partie schlau ein und landet zur berühmten Arie punktgenau .


Rhein-Zeitung
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28.11.2011

 

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OPERA 3000
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